Come far studiare i bambini con Dislessia più facilmente?

bambini_compiti

Cos’è il DSA?

È un acronimo che sta per Disturbo Specifico dell’Apprendimento e fa rifermento ad un gruppo eterogeneo di difficoltà che hanno origine neurobiologica:

 Dislessia Evolutiva: disturbo specifico della lettura;
 Disortografia Evolutiva: disturbo specifico della compitazione; si caratterizza con errori di ortografia per quantità e tipologia;
 Disgrafia Evolutiva: difficoltà importante nella grafia che spesso risulta essere di difficile intuizione;
 Discalculia: disturbo specifico delle abilità aritmetiche.

Legge 107

La Legge n. 170 dell’8 ottobre 2010 “Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico” riconosce la dislessia, la disortografia, la disgrafia e la discalculia quali disturbi specifici dell’apprendimento

“Che si manifestano in presenza di capacità cognitive adeguate, in assenza di patologie neurologiche e di deficit sensoriali, ma possono costituire una limitazione importante per alcune attività della vita quotidiana”. (Art. 1)

La legge 170 tutela il diritto allo studio dei ragazzi dislessici e dà alla scuola un’opportunità per riflettere sulle metodologie da mettere in atto per favorire tutti gli studenti, dando spazio al loro vero potenziale in base alle loro peculiarità.

La finalità della diagnosi è quella di permettere legalmente agli studenti con DSA di accedere ai contenuti scolastici come tutti gli altri studenti e nel loro personalissimo modo di apprendere.

Che cos’è un PDP?

La sigla PDP significa Piano Didattico Personalizzato. La legge 170, infatti, fa esplicito riferimento di personalizzare la programmazione per i ragazzi con DSA

Questo è un documento che dovrebbe contenere tutte le informazioni relative alle strategie che gli insegnati intendono mettere in atto per favorire il processo di apprendimento degli alunni con con disturbo specifico di apprendimento e con altri tipi di difficoltà (BES).

Il PDP deve essere redatto dal team docente con la collaborazione degli specialisti, i genitori e le persone che aiutano il ragazzo con i compiti.
Nel PDP devono essere esplicitate quelle che sono le misure compensative e le misure dispensative.

 

Misure compensative: attenendosi agli studi specialistici ed ai risultati diagnostici riportati si scelgono quelli che possono essere le tecnologie o gli strumenti atti a compensare i disturbi.
Misure dispensative: dispensare lo studente da verifiche a sorpresa, diminuire i testi di lettura, dispensarlo da verifiche scritte o orali ( a seconda del disturbo specifico), limitare i compiti a casa.

Inoltre nel PDP viene indicato come organizzare lo studio personale e dei compiti: Quante ore? Chi lo aiuta? Per quali materie?

I ragazzi con DSA possono raggiungere l’autonomia  scolastica?

Seguire il figlio nei primi due anni di scuola primaria per molti genitori è ritenuto “normale”. Stesso discorso vale per il primo anno di scuola secondaria di primo grado.
Grande preoccupazione dei genitori è che i loro figli non diventino autonomi con lo studio nei restanti anni scolastici. Il fallimento di questa autonomia porta il genitore a percepire il figlio come problematico e il figlio a sentire la propria autostima sempre più minata.

Il percorso all’autonomia non può essere una tappa immediata ma, col tempo, se vengono forniti gli strumenti giusti e i supporti per ricercare il proprio personalissimo metodo di studio, è una traguardo che sicuramente può essere raggiunto.

Il problema è COME?

Lo studio richiede motivazione. 
I ragazzi con DSA vivono molte criticità rispetto ai loro compagni di classe. Lo studio per loro richiede tanto tempo, molto più impegno.
Sia gli insegnanti che i genitori abbassano le loro attese riguardo le prestazioni degli studenti con DSA, ma agli studenti con disturbo dell’apprendimento interessa e come il risultato!
Un modo per non deludere la loro autostima è quello di decidere obiettivi che non siano né troppo semplici né complessi, non dimenticando mai di riconoscere il loro impegno.

Concludendo sorgono spontaneamente alcune domande:

È vero che ogni ragazzo, non solo quello con DSA, possiede  un personalissimo modo specifico di imparare?

Possiamo universalizzare la ricerca del metodo di studio in maniera flessibile senza arrivare ad una diagnosi con tutti gli studenti?

Questa esigenza di diagnosi, può scaturire, da una rigidità didattica e valutativa del sistema educativo?

 

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...